
venerdì 17 luglio 2009
sabato 11 luglio 2009
Il percorso
L'itinerario mi riporterà indietro nella storia di oltre 1000 anni, alla scoperta di un periodo fondamentale dell'arte medievale.
Periodo che rinnovò profondamente l'architettura e la scultura monumentale in tutta Europa, in un momento di grande cambiamento, modernizzazione e di scambi, il Romanico che si caratterizza per il suo forte richiamo all'architettura romana antica, per la sobrietà e l'armonia delle forme.
Visiterò i suoi monumenti simbolo in Italia, in un percorso da Nord a Sud, pedalando lungo più di 1000 km di bellezze artistiche e paesaggistiche d'Italia.
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Il progetto
Prende vita l’idea di un viaggio alternativo all’insegna del turismo lento, in compagnia di una bicicletta, alla scoperta della geografia dell’Arte Romanica nei borghi medievali.
L’avventura culturale di un insolito ritorno, pedalato, nella mia terra di origine. Da Nord a Sud, un percorso lungo più di 1000km da Torino a Bovino, uno dei borghi più belli d’Italia, in Puglia.
Consapevole di cadere nella retorica del “già fatto da altri”, senza pretese di riconoscimenti, prendo in mano le energie maturate in mesi di allenamento e quelle legate “ad ogni inizio”.
Il resto? Il resto è il desiderio di toccare con mano le sfumature del nostro Paese, di quest’Italia che saprà suggerirmi i motivi che stanno tra la partenza ed il ritorno a casa.
Desiderio, (nota da restauratrice ciclo-ambientalista) di tramandare alle successive generazioni questo immenso patrimonio culturale e ambientale, in larga parte sconosciuto ai più.
Il valore della bellezza sta nel suo potere di guida : a “due passi” da casa ci sono mondi che non conosciamo e la possibilità di trascorrere vacanze davvero “esclusive”.
Un alternativa ai “non luoghi” delle città e un’alternativa di vita, perché come diceva Pound, “il procedere lento è bellezza”.
L’avventura culturale di un insolito ritorno, pedalato, nella mia terra di origine. Da Nord a Sud, un percorso lungo più di 1000km da Torino a Bovino, uno dei borghi più belli d’Italia, in Puglia.
Consapevole di cadere nella retorica del “già fatto da altri”, senza pretese di riconoscimenti, prendo in mano le energie maturate in mesi di allenamento e quelle legate “ad ogni inizio”.
Il resto? Il resto è il desiderio di toccare con mano le sfumature del nostro Paese, di quest’Italia che saprà suggerirmi i motivi che stanno tra la partenza ed il ritorno a casa.
Desiderio, (nota da restauratrice ciclo-ambientalista) di tramandare alle successive generazioni questo immenso patrimonio culturale e ambientale, in larga parte sconosciuto ai più.
Il valore della bellezza sta nel suo potere di guida : a “due passi” da casa ci sono mondi che non conosciamo e la possibilità di trascorrere vacanze davvero “esclusive”.
Un alternativa ai “non luoghi” delle città e un’alternativa di vita, perché come diceva Pound, “il procedere lento è bellezza”.
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giovedì 9 luglio 2009
Un po' di storia
Pugliese d’origine, di Bovino (Foggia), mi trasferisco a Como all’età di 18 anni, per seguire un corso di studi sull’arte e sul restauro dei dipinti murali.
Nel 2002 inizia la mia esperienza lavorativa nei cantieri di restauro : a Milano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e a Monza, nella Villa Reale.
Nel 2005 mi trasferisco a Torino per seguire un progetto di restauro all’interno della Reggia di Venaria Reale, in vista delle Olimpiadi Invernali.
Nel percorso giornaliero fino al cantiere, mi accompagna spesso una bicicletta. Non si tratta più della bici da città che usavo a Como per le passeggiate sul lungo lago o per fare brevi percorsi da un paese all’altro, ma di una mountain bike.
Giorno dopo giorno, accumulando km nelle gambe ed energie nella mente, cresce anche la voglia di avventura.
Si comincia col Piemonte, da esplorare sui pedali : dal Monferrato alla Valle di Susa, dalla Val Chisone alle Langhe, al Canavese, le colline torinesi, i parchi, fino alla prima vera “sfida”, un giro del Sestriere, nel luglio del 2006.
Matura il desiderio di un vero e proprio ciclo-viaggio e nell’agosto del 2007 percorro le strade del Belgio in sella ad una bicicletta da corsa : da Liegi a Brugge, fino ai confini dell’Olanda, affrontando sulla strada del ritorno, i passi alpini della Valtellina da Tirano a Livigno, comprese le pendenze del Mortirolo.

Nel 2002 inizia la mia esperienza lavorativa nei cantieri di restauro : a Milano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e a Monza, nella Villa Reale.
Nel 2005 mi trasferisco a Torino per seguire un progetto di restauro all’interno della Reggia di Venaria Reale, in vista delle Olimpiadi Invernali.
Nel percorso giornaliero fino al cantiere, mi accompagna spesso una bicicletta. Non si tratta più della bici da città che usavo a Como per le passeggiate sul lungo lago o per fare brevi percorsi da un paese all’altro, ma di una mountain bike.
Giorno dopo giorno, accumulando km nelle gambe ed energie nella mente, cresce anche la voglia di avventura.
Si comincia col Piemonte, da esplorare sui pedali : dal Monferrato alla Valle di Susa, dalla Val Chisone alle Langhe, al Canavese, le colline torinesi, i parchi, fino alla prima vera “sfida”, un giro del Sestriere, nel luglio del 2006.
Matura il desiderio di un vero e proprio ciclo-viaggio e nell’agosto del 2007 percorro le strade del Belgio in sella ad una bicicletta da corsa : da Liegi a Brugge, fino ai confini dell’Olanda, affrontando sulla strada del ritorno, i passi alpini della Valtellina da Tirano a Livigno, comprese le pendenze del Mortirolo.

A conclusione di quel viaggio, dopo 1200km di fatica e di soddisfazioni, la promessa che ci avrei riprovato con un’esperienza in solitaria e bagaglio “a bordo”.
E’ venuto quel momento : Pedalarte 2009
E’ venuto quel momento : Pedalarte 2009
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